Ho quasi finito di leggere la mia grande fatica dell'estate. No, non le 50 sfumature di noia che, da brava lettrice da ombrellone, ho letto e cestinato più o meno a metà del secondo libro della trilogia. No, sto leggendo un libro sulla nostra storia. Ebbene si, affascinata dalle vicende della delinquenza nostrana approfondite attraverso le avventure degli antieroi della Magliana in "Romanzo Criminale", ho deciso di darmi al romanzo storico. Ma proprio storico. Il romanzo in questione si intitola "Patria" ed è la storia d'Italia dal 1978 al 2008. Ora chiederei a chi tra voi, mi ha già gentilmente fatto notare che quella che per me è storia per altri è vita, di non leggere oltre.
Ai rimanenti lettori nati dall'87 in poi, vorrei esprimere tutto il mio sgomento per aver preso coscienza dell'abisso della mia ignoranza. Cioè, di essere ignorante lo sapevo, ci mancherebbe, ma che il fondo delle mie lacune storiche non potesse nemmeno essere intravisto dalla superficie, beh questo non me l'aspettavo.
Dal rapimento di Aldo Moro, agli omicidi Falcone e Borsellino, perfino gli avvenimenti più recenti, come il rapimento di Giuliana Sgrena, hanno risvolti che alla mia scarsa attenzione al tg della sera erano sfuggiti. Anche perchè, diciamocelo, di certe cose è difficile capre fino in fondo tutte le sfaccettature finchè le si vive. Si nota anche dalla struttura del libro: se la storia degli anni 70/80 era dotata di un punto di vista critico e completa di tutti i retroscena, quella degli anni più recenti no, è maggiormente documentata ma meno critica.
Le cose che più mi hanno sconvolta sono le strutture a strati, tipo pasta sfoglia, di cui è dotato lo Stato. Abbiamo lo Stato, appunto, il Sovrastato, il Substato, il Controstato, l'Antistato, il Parastato...non mi vengono più desinenze greche. Qualcuno, dopo lo scandalo P2, disse che se era stata scoperta una piramide di potere occulta, una ulteriore, rovesciata, è ancora sepolta e nascosta.
Altra cosa che ho notato è il fatto che rispetto agli anni 70, l'attenzione del pubblico si è sempre più spostata dal corpo politico al corpo di Belen. Mi spiego. Oggi come oggi riescono ad intortarci senza nemmeno raccontarci frottole. Le priorità dell'italiano medio sono davvero relative al Grande Fratello e alla futura (im)probabile vincitrice di Veline. Ciò è terribilmente triste perchè questa realtà non fa altro che fomentare l'inconsapevolezza e sopire le lamentele. E qualcuno, mi pare De Andrè, disse che la vera morte è quando si smette di lamentarsi per ciò che non va. La lamentela è ciò che ci tiene socialmente vivi. Lamentiamoci.
Caro Sig. Presidente del Consiglio,
Sono una studentessa-praticante avvocato di Varese. Sono una italiana come tante: frequento la SSPL, lavoro, mi do da fare, faccio qualche cavolata ogni tanto, ma ci sta. Ho la macchina, faccio shopping, per quanto mi riguarda credo di fare il mio dovere per far girare la nostra martoriata economia. Sul serio, mi impegno al massimo!
Però, voglio dire....Ieri ho fato 20 euro di benzina. Oggi ero di nuovo in riserva. Andare e tornare in treno da Milano (volendo fare gli alternativi) costa 10,40 euro più eventuali 3 euro di andata e ritorno con metropolitana. Praticamente mi (ci) sta diventando impossibile spostarmi (ci).
Ma stasera ho sentito la notizia che più mi ha lasciata sgomenta. Lei vuole tassare la Coca Cola?! Ma perchè? Ce l'ha con me, lo so. Non c'è altra spiegazione. Uno si impegna, fa il suo dovere, ci prova, e la ricompensa è che mi mette 3 cent in più sulla Coca Cola?!
Coca (Cola, meglio specificare)-dipendenti di tutto il mondo, unitevi! Se rivoluzione deve essere, rivoluzione sarà!
domenica 26 agosto 2012
venerdì 24 agosto 2012
Il cuscino mangiapaura
Piccolo segreto: da quando ero piccolina, ho sempre avuto problemi ad addormentarmi. Quando avevo 5 o 6 anni, il problema era che avevo paura. Non era una paura ben identificata, avevo paura e basta. Sostanzialmente avevo paura dei cattivi. In generale. Così, nel mio cervellino in via di sviluppo, ho elaborato una soluzione elementare: se io sono dalla parte dei cattivi è ovvio che non mi faranno del male. Così, ogni volta che vedevo un film o un cartone che mi faceva paura, io mi mettevo nel lettino, la notte, e immaginavo delle storie in cui ero uno dei cattivi. Incarnavo un cattivo già esistente oppure ne inventavo uno nuovo che interagiva con quelli esistenti, creavo delle sorte di spin off. Spesso immaginavo di essere la donna del cattivo, altre volte mi immedesimavo addirittura nei personaggi maschi. Tendenzialmente comunque, le mie invenzioni erano molto più cattive dei cattivi, talmente cattivi che anche i cattivi avevano paura. Così, giusto per essere sicura.
Crescendo, la razionalità delle mie paure è sfumata verso qualcosa di più, come dire, femminile. Paura e basta, insomma. Immaginavo storie romantiche, che non avevano più quasi nulla a che vedere con i cattivi dei film, ma che mi vedevano donzella in difficoltà salvata dall'eroe di turno. E mi addormentavo abbracciata al mio cuscino rotondo. Ora, riesco a dormire abbastanza bene, ma fino a qualche mese fa, nel dormiveglia, immaginavo di essere una donna realizzata, di avere potere, non so, di avere tutto ciò che si può desiderare dalla vita, con il mio cuscino rotondo a riempire lo spazio accanto a me, e mi addormentavo abbracciandolo.
Oggi, in tutta sincerità, non riesco più a fare questo gioco. Ho sempre pensato, anche quando ero piccola e il mio problema più grande erano i mostri dei Power Rangers, che prima o poi questa cosa sarebbe finita, che non ne avrei più avuto bisogno. Ma non credo che sia questo il caso. No, io ho ancora bisogno di immaginare qualcosa, di stringere il mio cuscino. E' semplicemente che non so cosa immaginare. Perchè ho talmente tanta compagnia da sentirmi fondamentalmente sola, e la mia paura per il futuro, credo sia di sentirmi sempre più sola. O di svegliarmi un giorno con qualcuno accanto a me che non riesce a riempire lo spazio bene come il mio cuscino rotondo. Prima, il mio cuscino, prendeva il volto dei miei desideri. Oggi non saprei che volto dare al mio cuscino. Lo stringo sempre, me lo metto sopra la testa, ovatta tutta la mia camera, mi scalda le orecchie. Ma è solo un cuscino. Mi sento sballottata, emotivamente sballottata, impaurita, un randagio, ancora una volta. Ma se prima c'era l'aula tutor, il rifugio dei randagi, ora cosa c'è? Il mio lavoro? La determinazione professionale? Cosa c'è? Nemmeno più il mio cuscino rotondo sa darmi una risposta. Proverò a stringerlo fino a domani.
Crescendo, la razionalità delle mie paure è sfumata verso qualcosa di più, come dire, femminile. Paura e basta, insomma. Immaginavo storie romantiche, che non avevano più quasi nulla a che vedere con i cattivi dei film, ma che mi vedevano donzella in difficoltà salvata dall'eroe di turno. E mi addormentavo abbracciata al mio cuscino rotondo. Ora, riesco a dormire abbastanza bene, ma fino a qualche mese fa, nel dormiveglia, immaginavo di essere una donna realizzata, di avere potere, non so, di avere tutto ciò che si può desiderare dalla vita, con il mio cuscino rotondo a riempire lo spazio accanto a me, e mi addormentavo abbracciandolo.
Oggi, in tutta sincerità, non riesco più a fare questo gioco. Ho sempre pensato, anche quando ero piccola e il mio problema più grande erano i mostri dei Power Rangers, che prima o poi questa cosa sarebbe finita, che non ne avrei più avuto bisogno. Ma non credo che sia questo il caso. No, io ho ancora bisogno di immaginare qualcosa, di stringere il mio cuscino. E' semplicemente che non so cosa immaginare. Perchè ho talmente tanta compagnia da sentirmi fondamentalmente sola, e la mia paura per il futuro, credo sia di sentirmi sempre più sola. O di svegliarmi un giorno con qualcuno accanto a me che non riesce a riempire lo spazio bene come il mio cuscino rotondo. Prima, il mio cuscino, prendeva il volto dei miei desideri. Oggi non saprei che volto dare al mio cuscino. Lo stringo sempre, me lo metto sopra la testa, ovatta tutta la mia camera, mi scalda le orecchie. Ma è solo un cuscino. Mi sento sballottata, emotivamente sballottata, impaurita, un randagio, ancora una volta. Ma se prima c'era l'aula tutor, il rifugio dei randagi, ora cosa c'è? Il mio lavoro? La determinazione professionale? Cosa c'è? Nemmeno più il mio cuscino rotondo sa darmi una risposta. Proverò a stringerlo fino a domani.
domenica 5 agosto 2012
Dieci cose
AVVERTENZA: Si ricorda ai gentili utenti che si apprestano a leggere questo post, che l'età è un mero dato anagrafico che prima o poi incombe su tutti noi. Tenetene conto e leggete con serenità.
Buongiorno cari, come state? Quanti di voi si stanno chiedendo, da 1 a 10, quanto è inutile il mese di agosto? Se devo essere del tutto sincera, quest'anno mi sembra meno inutile del solito. Ho tempo di recuperare tutto ciò che (paradossalmente) non ho potuto studiare in pendenza di SSPL, di leggere i libri che non ho potuto leggere, di guardare le serie tv che non ho potuto guardare (ovviamente i più accorti tra voi avranno la premura di invertire questo ordine di priorità...). La verità, però è che: agosto è composto da 4 settimane. Leggere il Mantovani, il Gazzoni e il Caringella, i 4 libri (di cui uno di 1034 pagine) che mi ero prefissata per l'estate e guardare tutte le puntate di Romanzo Criminale 2 (più di un'ora ciascuna), lasciando anche spazio ai pasti, a Real Time, al sonno e alla vita sociale è IMOSSIBILE. Morale: anche per quest'anno arriverò a settembre con la sensazione di non aver combinato nulla.
Tra l'altro, qualche settimana fa, V. mi ha messo un tarlo in testa. Mi fa: "ho trovato una lista di 300 cose da fare prima dei 30 anni. Io ne ho fatte 117".
Sono andata su Google a cercare la succitata lista ma non l'ho trovata. In verità su internet di liste del genere ce ne sono a bizzeffe e sono anche piuttosto banali. Riconducendo tutto nell'alveo della mera e fredda statistica posso dire che al primo posto tra le cose che a 30 anni saremo troppo vecchi per sopportare ci sono le sbronze. In varie forme intese. C'è chi dice che prima dei 30 anni bisogna vomitare ubriachi (cit. da "Noi no"), chi dice che bisogna giocare a dama con i bicchierini di grappa, chi bere dieci drink di fila, chi fare il gioco del "ma ahm" (cit.da...??), ne ho trovato uno che suggeriva di uscire dal supermercato con un carrello pieno solo di alcolici e poi (probabilmente dopo averli consumati tutti) di gettarsi in un lago a bordo di detto carrello. Ecco non credo che questa nello specifico sarà una cosa che farò prima dei 30 anni.
Al secondo posto nella graduatoria delle cose più gettonate da fare prima dei 30 troviamo la simbologia della rinascita: in un sacco di liste abbiamo cose come guardare l'alba, stare svegli tutta la notte per veder sorgere il sole (probabilmente ubriachi), vedere il sole di mezzanotte, l'aurora boreale, il sole sul mare e via di seguito. Ecco, a parte che non capisco il legame tra l'età e l'assistere a fenomeni naturali come l'aurora boreale (che problema c'è se la vedo a 50 anni?), mi sembrano dei desiderata un pò banali. Capisco però anche che per passare la notte in bianco e vedere l'alba ci vuole il fisico, soprattutto per sopravvivere il giorno dopo, quindi capisco che questa cosa, se dolosamente intesa, va effettivamente collocata in un punto della vita abbastanza arretrato. Dal canto mio, posso dire di aver visto più volte l'alba (non immaginate nulla di romantico: sole che sorge pallido sulla Pianura Padana, mentre io mangiucchio una brioche dell'Autogrill andando in gara), ma non ho mai avuto la forza di privarmi del sonno per vederla. Solo una volta mi è capitato di stare sveglia fino alle sei del mattino e di rientrare in camera che albeggiava (e che sensazione strana), ma avevamo appena vinto la Winter Marathon, voglio dire...ci sta!
Al terzo posto di questa superclassifica abbiamo tutte le più estrose e stravaganti trovate erotiche. dalle sperimentazioni in sequenza di tutto il Kamasutra, alle prestazioni alla Sting, dalle maratone notturne di cinema di settore (probabilmente ubriachi e con panorama sull'alba alla fine), alla promozione di indagini approfondite sui migliori luoghi dell'amore. E vi assicuro che qui la fantasia si spreca davvero. Sarà che la maggior parte delle liste che ho trovato erano scritte da uomini. Alcune erano intitolate "100 cose da fare prima dei 30", ma 85 punti riguardavano acrobazie improponibili in spiagge, cinema, centri commerciali e bagni di discoteche, e 15 erano modi alternativi di ubriacarsi.
Appena fuori dal podio troviamo le avventure. Buttarsi col paracadute, fare il salto con l'elastico, andare in un bosco di notte a caccia di streghe etc etc. Tutte quelle cose che fanno battere forte il cuore e che, personalmente, mi fanno venire l'angoscia. Però devo dire che stavolta condivido. Credo che, finchè si è abbastanza giovani e scemi per fare certe cose, birognerebbe farle. Si, dai, l'avventura ci sta. Per potersela godere con la spensieratezza e l'incoscienza che merita, per potersi guardare indietro tra 20 anni e dire: "mamma mia come ho potuto fare una cosa del genere?!" (e intanto l'ho fatta).
In via residuale troviamo tutta una serie di romanticherie, idiozie o stramberie quali, tra le perle: fotocopiarsi il culo, mettere un messaggio in una bottiglia e affidarlo al mare (notare la velata differenza tra le liste scritte dagli uomini e quelle scritte dalle donne), scrivere una canzone d'amore, bere birra e cereali (ma forse questo rientra nella prima categoria), mungere una mucca (perchè?!), variazioni sul tema matrimonio-figli-casa (e non sono solo donne, credetemi!), molto gettonato anche viaggiare da soli e, non so perchè, andare in Irlanda (cioè, bello, ma perchè proprio in Irlanda?).
Bene. Prima considerazione: sempre V. l'altro giorno, mi faceva notare che la linea-soglia della vita dell'uomo moderno si è spostata avanti di 10 anni. A 30 una persona può ancora (e anche se non può, lo fa) permettersi di essere indecisa. Di vivere il limbo che fino a 10 anni fa si viveva a 20 anni. Da un lato è una bella cosa perchè uno a 30 anni è ancora abbastanza giovane per fare tutte queste cose. L'incoscienza, la spensieratezza e la follia della gioventù non si perdono di punto in bianco a 30 anni. Ma sono convinta che ci siano alcune cose che a 30 anni sarebbero assolutamente da abolire e di questo terrei conto nella stesura della mia lista, che così diventerebbe un elenco di cose che vanno fatte perchè poi non si POSSONO più fare (per intenderci, l'aurora boreale e le sbronze non vanno in pensione quando uno compie 30 anni...). Per esempio certi tipi di look, oltre i 16 anni andrebbero aboliti (e non tutti/e i/le 30enni sembrano consapevoli di ciò). E non c'entra con il sentirsi vecchi ma con il non essere ridicoli. Innamorarsi è una cosa che andrebbe fatta prima dei 30 perchè, per quanto l'amore non abbia età, l'innamoramento ai tempi del liceo è una cosa, a 20 anni è un'altra, a 30 un'altra ancora e così via. Ma vale assolutamente la pena di vivere il rimbambimento completo dell'innamoramento inconsapevole. Anche perchè, e qui si inserisce la seconda considerazione, ad una certa età, senza contare che l'orologio biologico suona più forte, subentra un livello tale di esperienza di vita, per cui fare certe cose e vivere certe esperienze è considerato per natura meno importante, meno emozionante, più pericoloso. Interviene immediatamente il calcolo delle conseguenze, che prima non c'era, o c'era ex post, la valutazione dei pericoli, l'istinto di conservazione...
A questi due parametri vorrei dunque votare la mia lista personale, che non ha molte voci e segue una tecnica di stesura sintetica e non analitica perchè, Mantovani docet, quest'ultima conduce ad un elefantismo legislativo indesiderabile in un ordinamento completo liberale.
Quindi abbiamo detto:
1) Vivere eserienze che dopo i 30 non avrò più il fisico per affrontare;
2) Oziare per una quantità di tempo sufficiente a compensare tutto l'ozio che non potrò più permettermi dopo;
3) Usare le energie per costruire le fondamenta della mia vita nella maniera più solida possibile;
4) Prendermi il lusso di ascoltare il cuore più del cervello;
5) Costruire, oggi, il maggior numero possibile di ricordi che, domani, genereranno nostalgia (in senso greco);
6) Creare, oggi, una serie di rapporti umani da coltivare per sempre (ove il "per sempre" è ammesso);
7) Viaggiare viaggiare viaggiare, tanto e con tanta musica;
8) Innamorarmi;
9) Scrivere un libro;
10) Non chiudermi nessuna porta.
Un piccolo decalogo omnicomprensivo, di ampio respiro, una norma di chiusura da vivere giorno per giorno, da costruire, come un kit di Lego, perchè quando avrò 30 anni il trampolino di lancio non si spezzi al salto della mia rincorsa.
Ma, vorrei chiedere una cosa alla larga parte di lettori che ha già raggiunto il trampolino: quante, delle cose che avete inserito nella vostra lista, avete realizzato davvero e quante avete realizzato che, invece, non vi sareste mai aspettati?
Buongiorno cari, come state? Quanti di voi si stanno chiedendo, da 1 a 10, quanto è inutile il mese di agosto? Se devo essere del tutto sincera, quest'anno mi sembra meno inutile del solito. Ho tempo di recuperare tutto ciò che (paradossalmente) non ho potuto studiare in pendenza di SSPL, di leggere i libri che non ho potuto leggere, di guardare le serie tv che non ho potuto guardare (ovviamente i più accorti tra voi avranno la premura di invertire questo ordine di priorità...). La verità, però è che: agosto è composto da 4 settimane. Leggere il Mantovani, il Gazzoni e il Caringella, i 4 libri (di cui uno di 1034 pagine) che mi ero prefissata per l'estate e guardare tutte le puntate di Romanzo Criminale 2 (più di un'ora ciascuna), lasciando anche spazio ai pasti, a Real Time, al sonno e alla vita sociale è IMOSSIBILE. Morale: anche per quest'anno arriverò a settembre con la sensazione di non aver combinato nulla.
Tra l'altro, qualche settimana fa, V. mi ha messo un tarlo in testa. Mi fa: "ho trovato una lista di 300 cose da fare prima dei 30 anni. Io ne ho fatte 117".
Sono andata su Google a cercare la succitata lista ma non l'ho trovata. In verità su internet di liste del genere ce ne sono a bizzeffe e sono anche piuttosto banali. Riconducendo tutto nell'alveo della mera e fredda statistica posso dire che al primo posto tra le cose che a 30 anni saremo troppo vecchi per sopportare ci sono le sbronze. In varie forme intese. C'è chi dice che prima dei 30 anni bisogna vomitare ubriachi (cit. da "Noi no"), chi dice che bisogna giocare a dama con i bicchierini di grappa, chi bere dieci drink di fila, chi fare il gioco del "ma ahm" (cit.da...??), ne ho trovato uno che suggeriva di uscire dal supermercato con un carrello pieno solo di alcolici e poi (probabilmente dopo averli consumati tutti) di gettarsi in un lago a bordo di detto carrello. Ecco non credo che questa nello specifico sarà una cosa che farò prima dei 30 anni.
Al secondo posto nella graduatoria delle cose più gettonate da fare prima dei 30 troviamo la simbologia della rinascita: in un sacco di liste abbiamo cose come guardare l'alba, stare svegli tutta la notte per veder sorgere il sole (probabilmente ubriachi), vedere il sole di mezzanotte, l'aurora boreale, il sole sul mare e via di seguito. Ecco, a parte che non capisco il legame tra l'età e l'assistere a fenomeni naturali come l'aurora boreale (che problema c'è se la vedo a 50 anni?), mi sembrano dei desiderata un pò banali. Capisco però anche che per passare la notte in bianco e vedere l'alba ci vuole il fisico, soprattutto per sopravvivere il giorno dopo, quindi capisco che questa cosa, se dolosamente intesa, va effettivamente collocata in un punto della vita abbastanza arretrato. Dal canto mio, posso dire di aver visto più volte l'alba (non immaginate nulla di romantico: sole che sorge pallido sulla Pianura Padana, mentre io mangiucchio una brioche dell'Autogrill andando in gara), ma non ho mai avuto la forza di privarmi del sonno per vederla. Solo una volta mi è capitato di stare sveglia fino alle sei del mattino e di rientrare in camera che albeggiava (e che sensazione strana), ma avevamo appena vinto la Winter Marathon, voglio dire...ci sta!
Al terzo posto di questa superclassifica abbiamo tutte le più estrose e stravaganti trovate erotiche. dalle sperimentazioni in sequenza di tutto il Kamasutra, alle prestazioni alla Sting, dalle maratone notturne di cinema di settore (probabilmente ubriachi e con panorama sull'alba alla fine), alla promozione di indagini approfondite sui migliori luoghi dell'amore. E vi assicuro che qui la fantasia si spreca davvero. Sarà che la maggior parte delle liste che ho trovato erano scritte da uomini. Alcune erano intitolate "100 cose da fare prima dei 30", ma 85 punti riguardavano acrobazie improponibili in spiagge, cinema, centri commerciali e bagni di discoteche, e 15 erano modi alternativi di ubriacarsi.
Appena fuori dal podio troviamo le avventure. Buttarsi col paracadute, fare il salto con l'elastico, andare in un bosco di notte a caccia di streghe etc etc. Tutte quelle cose che fanno battere forte il cuore e che, personalmente, mi fanno venire l'angoscia. Però devo dire che stavolta condivido. Credo che, finchè si è abbastanza giovani e scemi per fare certe cose, birognerebbe farle. Si, dai, l'avventura ci sta. Per potersela godere con la spensieratezza e l'incoscienza che merita, per potersi guardare indietro tra 20 anni e dire: "mamma mia come ho potuto fare una cosa del genere?!" (e intanto l'ho fatta).
In via residuale troviamo tutta una serie di romanticherie, idiozie o stramberie quali, tra le perle: fotocopiarsi il culo, mettere un messaggio in una bottiglia e affidarlo al mare (notare la velata differenza tra le liste scritte dagli uomini e quelle scritte dalle donne), scrivere una canzone d'amore, bere birra e cereali (ma forse questo rientra nella prima categoria), mungere una mucca (perchè?!), variazioni sul tema matrimonio-figli-casa (e non sono solo donne, credetemi!), molto gettonato anche viaggiare da soli e, non so perchè, andare in Irlanda (cioè, bello, ma perchè proprio in Irlanda?).
Bene. Prima considerazione: sempre V. l'altro giorno, mi faceva notare che la linea-soglia della vita dell'uomo moderno si è spostata avanti di 10 anni. A 30 una persona può ancora (e anche se non può, lo fa) permettersi di essere indecisa. Di vivere il limbo che fino a 10 anni fa si viveva a 20 anni. Da un lato è una bella cosa perchè uno a 30 anni è ancora abbastanza giovane per fare tutte queste cose. L'incoscienza, la spensieratezza e la follia della gioventù non si perdono di punto in bianco a 30 anni. Ma sono convinta che ci siano alcune cose che a 30 anni sarebbero assolutamente da abolire e di questo terrei conto nella stesura della mia lista, che così diventerebbe un elenco di cose che vanno fatte perchè poi non si POSSONO più fare (per intenderci, l'aurora boreale e le sbronze non vanno in pensione quando uno compie 30 anni...). Per esempio certi tipi di look, oltre i 16 anni andrebbero aboliti (e non tutti/e i/le 30enni sembrano consapevoli di ciò). E non c'entra con il sentirsi vecchi ma con il non essere ridicoli. Innamorarsi è una cosa che andrebbe fatta prima dei 30 perchè, per quanto l'amore non abbia età, l'innamoramento ai tempi del liceo è una cosa, a 20 anni è un'altra, a 30 un'altra ancora e così via. Ma vale assolutamente la pena di vivere il rimbambimento completo dell'innamoramento inconsapevole. Anche perchè, e qui si inserisce la seconda considerazione, ad una certa età, senza contare che l'orologio biologico suona più forte, subentra un livello tale di esperienza di vita, per cui fare certe cose e vivere certe esperienze è considerato per natura meno importante, meno emozionante, più pericoloso. Interviene immediatamente il calcolo delle conseguenze, che prima non c'era, o c'era ex post, la valutazione dei pericoli, l'istinto di conservazione...
A questi due parametri vorrei dunque votare la mia lista personale, che non ha molte voci e segue una tecnica di stesura sintetica e non analitica perchè, Mantovani docet, quest'ultima conduce ad un elefantismo legislativo indesiderabile in un ordinamento completo liberale.
Quindi abbiamo detto:
1) Vivere eserienze che dopo i 30 non avrò più il fisico per affrontare;
2) Oziare per una quantità di tempo sufficiente a compensare tutto l'ozio che non potrò più permettermi dopo;
3) Usare le energie per costruire le fondamenta della mia vita nella maniera più solida possibile;
4) Prendermi il lusso di ascoltare il cuore più del cervello;
5) Costruire, oggi, il maggior numero possibile di ricordi che, domani, genereranno nostalgia (in senso greco);
6) Creare, oggi, una serie di rapporti umani da coltivare per sempre (ove il "per sempre" è ammesso);
7) Viaggiare viaggiare viaggiare, tanto e con tanta musica;
8) Innamorarmi;
9) Scrivere un libro;
10) Non chiudermi nessuna porta.
Un piccolo decalogo omnicomprensivo, di ampio respiro, una norma di chiusura da vivere giorno per giorno, da costruire, come un kit di Lego, perchè quando avrò 30 anni il trampolino di lancio non si spezzi al salto della mia rincorsa.
Ma, vorrei chiedere una cosa alla larga parte di lettori che ha già raggiunto il trampolino: quante, delle cose che avete inserito nella vostra lista, avete realizzato davvero e quante avete realizzato che, invece, non vi sareste mai aspettati?
sabato 28 luglio 2012
post olimpico
Ormai lo sappiamo. Gli italiani non hanno più spirito nzionalistico. La mia mamma mi racconta che quando era piccola, la sua nonna le faceva le trecce e alle estremità usava legare due nastrini tricolori. Era una cosa normale, oggi, se una bambina va in giro con i nastrini tricolori in una gionata in cui non gioca la nazionale sembra figlia di pazzi estremisti. D'altronde noi siamo tutti Presidenti del Consiglio e CT della nazionale. Le nostre bocche (la mia non tanto, in effetti) sono piene di "se fossi in lui...", "io farei...", "sostituisci Cassano...", "io avrei fatto ministro mia nonna..." etc etc.
Però guardare Frangilli, oggi, è stato davvero forte. Cioè, in tempi non sospetti, Frangilli, non sappiamo nemmeno chi è. Da spasera Frangilli è un eroe. E' quello che ha tirato una freccia e ha fatto centro. Il Cupido di tutti noi (anzi, credo che se Cupido fosse Frangilli, le cose andrebbero meglio per tutti!). Ha pianto mentre suonava l'inno della sua Nazione, mentre la bandiera sventolava sull'asta, e stringeva in mano la medaglia d'oro. Non credo che sia per spirito nazionalista o di patriottismo, semplicemente credo che abbia raggiunto un grande risultato personale, un traguardo del suo impegno, come le tre spadaccine stanno facendo proprio ora, mentre scrivo. Di certo non possono unirci a loro la fatica, il sudore, le lacrime e le rinunce che hanno subito in questi anni per arrivare dove sono ma, credo, nonostante la distanza, siamo tutti fieri di loro allo stesso modo. Li ammiriamo i nostri atleti. Li guardiamo tenendo in mente la musica di "Momenti di gloria", sentiamo la loro fatica, all'ultima freccia, all'ultima stoccata, all'ultimo volteggio, all'ultima bracciata, all'ultima schiacciata, sentiamo il loro sussulto e la loro emozione, viviamo con loro l'avventura delle olimpiadi, una volta ogni quattro anni almeno.
E poi lo sport, l'unione tra i popoli, il messaggio di uguaglianza, l'importante è partecipare ma chi vince si prende la gloria...
Adoro le Olimpiadi, mi emoziono ogni volta che vedo qualcuno che vince, mi sembra di essere partecipe delle sue fatiche e mi salgono le lacrime quando alzano le medaglie al cielo e parte l'inno nazionale. Penso che i connazionali saranno fieri di loro, che la loro mamma starà piangendo sugli spalti dicendo al vicono: "quello è mio figlio".
Bello, davvero bello. Anche per una poco sportiva come me. Una grande emozione. E se i vincitori portano alto il tricolore, penso che almeno questo lo sappiamo fare bene. E siccome poi tutto il mondo è paese, mi sa che al resto del mondo rode di più che tre italiane si siano aggiudicate il medagliere completo nella scherma, piuttosto che le borse oscillino pericolosamente.
Però guardare Frangilli, oggi, è stato davvero forte. Cioè, in tempi non sospetti, Frangilli, non sappiamo nemmeno chi è. Da spasera Frangilli è un eroe. E' quello che ha tirato una freccia e ha fatto centro. Il Cupido di tutti noi (anzi, credo che se Cupido fosse Frangilli, le cose andrebbero meglio per tutti!). Ha pianto mentre suonava l'inno della sua Nazione, mentre la bandiera sventolava sull'asta, e stringeva in mano la medaglia d'oro. Non credo che sia per spirito nazionalista o di patriottismo, semplicemente credo che abbia raggiunto un grande risultato personale, un traguardo del suo impegno, come le tre spadaccine stanno facendo proprio ora, mentre scrivo. Di certo non possono unirci a loro la fatica, il sudore, le lacrime e le rinunce che hanno subito in questi anni per arrivare dove sono ma, credo, nonostante la distanza, siamo tutti fieri di loro allo stesso modo. Li ammiriamo i nostri atleti. Li guardiamo tenendo in mente la musica di "Momenti di gloria", sentiamo la loro fatica, all'ultima freccia, all'ultima stoccata, all'ultimo volteggio, all'ultima bracciata, all'ultima schiacciata, sentiamo il loro sussulto e la loro emozione, viviamo con loro l'avventura delle olimpiadi, una volta ogni quattro anni almeno.
E poi lo sport, l'unione tra i popoli, il messaggio di uguaglianza, l'importante è partecipare ma chi vince si prende la gloria...
Adoro le Olimpiadi, mi emoziono ogni volta che vedo qualcuno che vince, mi sembra di essere partecipe delle sue fatiche e mi salgono le lacrime quando alzano le medaglie al cielo e parte l'inno nazionale. Penso che i connazionali saranno fieri di loro, che la loro mamma starà piangendo sugli spalti dicendo al vicono: "quello è mio figlio".
Bello, davvero bello. Anche per una poco sportiva come me. Una grande emozione. E se i vincitori portano alto il tricolore, penso che almeno questo lo sappiamo fare bene. E siccome poi tutto il mondo è paese, mi sa che al resto del mondo rode di più che tre italiane si siano aggiudicate il medagliere completo nella scherma, piuttosto che le borse oscillino pericolosamente.
mercoledì 25 luglio 2012
Ragazze, moto e liceo
Primo post dall iPad! Cioè non ricordo se ho già scritto post dall iPad... Poco male.
Allora... Il titolo di questo brano (brano...che parolona..), vuole rievocare le canzoni di Max. Si, le avete presenti (se ne avete presente una va più che bene, combinate queste tre parole in alternanza tra loro e otterrete le altre)? Cioè io non ho nulla contro le canzoni di Max, anzi, io adoro Max! É che dopo venti o più anni di carriera può capitare, come dire, di ripetersi. Di trattare sempre gli stessi argomenti. Lo vedo anche io nel piccolo di questo blog, é difficile rinnovarsi sempre, si scade sempre negli stessi temi, alla fine si rischia di farli diventare banali, ed é un peccato perché non lo sono! Peró, caro Max, arrivare anche a reppare sui tuoi tre accordi con j ax mi sembra un po' eccessivo..non so se avete sentito la canzone, é a meta tra "gli anni" e "decadance", ma con i tre accordi di Max.
Comunque in questo post non volevo parlare di Max (che comunque adoro, ci tengo a ribadirlo), ma della gente. La grandissima mia Martini diceva: "sai la gente é matta, forse troppo insoddisfatta, cambia idea continuamente". Beh é vero! La gente cambia idea ad una velocità spaventosa, un giorno é sul melo un giorno é sul pero, come dice la mia mamma. Anche io cambio idea spesso eh, é facoltà di ognuno cambiare idea, ma mi sembra che ultimamente stiamo raggiungendo livelli patologici. Mi ci metto dentro anche io, le mie idee si alternano alla velocità della luce.mah. Non saprei spiegare perché. Rassicuro tutti i lettori:non ho cambiato idea su punti fondamentali della mia vita é che forse mi sto ammalando, come dice Barney di teddaggine. Sono passata dall essere lily, all essere robin, per finire qui ad essere ted. Ma un ted meno ted, non so se mi spiego.. Spero di non raggiungere mai il livello marshall, li sarebbe veramente un problema. Nel caso chiedo a tutti voi di ricondurmi ad una dimensione realistica Dell amore!
In conclusione di questo pessimo post, vi chiedo scusa per gli errori di battitura...non sono molto pratica con questa tastiera, l iPad corregge automaticamente le parole che non gli piacciono e non so fare le maiuscole...é troppo intelligente, abbiate pazienza...
mercoledì 18 luglio 2012
Ritorno dall'Isola che non c'è
Un anno fa non faceva così caldo. Cioè caldo faceva caldo ma non così. Dimostrazione che l'effetto serra sta devastando il nostro pianeta e che entro il 21 dicembre i ghiacci polari si scioglieranno e ci sommergeranno. Cavoli tutto questo studio per niente. Non farò in tempo nemmeno a provarlo questo fantomatico mefistofelico esame di abilitazione alla professione forense. Peccato, sono quelle esperienze che prima o poi uno deve provare.
Dicevo che un anno fa in effetti più o meno a quest ora pioveva di brutto. Cioè era una pioggia strana. Pioveva un pò con il sole. Però veniva gù bene. A Mustonate si era addirittura formata una enorme pozzanghera in cui le macchine rimanevano impantanate. E noi eravamo nel gabbiotto a ripararci e bere tè caldo. E ridevamo delle macchine che si impantanavano (di gusto).
Un anno fa avevo 23 anni. Ora ne ho quasi 25. Mi sembra che siano passati 2 anni in uno solo. Invece ne è passato uno. La mia qualifica professionale e culturale compie oggi ufficialmente un anno. Piiiiicola, lei!
Un anno fa, uscita da lì, sentivo addosso un senso di onnipotenza che non credo proverò mai più. L'immagine che mi viene in mente è quella di un'altalena che viene spinta e dondola, dondola, dondola finchè, per inerzia, si ferma. Ecco un anno fa, qualcuno ha dato una spinta alla mia altalena facendomi entrare in un dondolio non sempre piacevole di incertezza e salti nel vuoto, di "lasciati andare" di "vivilo finchè puoi". Ora l'altalena ha dondolato dondolato dondolato e io ho anche un pò di nausea, soffro pure il mal di mare, rimanere un anno a dondolare sull'altalena non è esattamente il mio ideale. Ripenso ad un anno fa, alle promesse che avevamo fatto su quel sagrato, a quali abbiamo mantenuto e quali no. Ai miei supereroi, alle persone che non conoscevo e ora conosco e si sono ingarbugliate nel groviglio che è la mia esistenza non sempre in eleganti fiocchi ma, più spesso, in nodi gordiani (V. apprezzerà la metafora) inestricabili, tipo quelli che si formano sulle cuffie dell'ipod quando le metto in bosa senza arrotolarle.
Penso alle esperienze che ho vissuto nella realtà a quelle che ho vissuto nella mia immaginazione, a quelle che ho immaginato in maniera talmente forte da essermi convinta che siano successe davvero. Penso ai salti nel vuoto che ho fatto e a quelli che non ho avuto il coraggio di fare. Ai luoghi di cui ora conosco i colori e gli odori mentre un anno fa non ne conoscevo nemmeno l'esistenza. Penso alle cose che ho imparato e che non credevo che avrei mai potuto imparare, alle ambizioni che ho e che non credevo di poter avere.
Ho sempre pensato che nella vita c'è un momento per formarsi e uno per contribuire. Noi, piccoli giovani praticanti nemmeno abilitati siamo un pò in una fase intermedia in cui contribuiamo formandoci e ci formiamo contribuendo. Ma questa è una cosa che un anno fa avevo messo in conto.
Ora però, sento il bisogno che il dondolio dell'altalena rallenti. Che si fermi per un pò. Che possa trovare una dimensione. Qualunque dimensione. Purchè sia una dimensione non dondolante. Basta dondolare. Credo che questo anno così intenso e così particolare lo terrò sempre in un cantuccio di me, dove custodirò la persona che sono stata finora e che, inevitabilmente costituirà la chiave di volta della mia personalità. Ma l'adolescenza è finita da un pezzo. Forse solo ora me ne accorgo. Non è che stia dicendo che sono vecchia o cose del genere, o che da domani bisogna diventare persone serie etc etc. No, sto parlando di qualcosa di più intimo, che forse nel breve periodo non influenza il quotidiano, ma a lungo andare si. Non saprei nemmeno definire bene il concetto che sto cercando di esprimere. Forse può essere utile un'altra immagine.
Mi sento un pò come Wendy che fa ritorno dall'Isola che non c'è. E capisce che non c'è. Ma sa di esserci stata, e questo l'ha cambiata per sempre.
Dicevo che un anno fa in effetti più o meno a quest ora pioveva di brutto. Cioè era una pioggia strana. Pioveva un pò con il sole. Però veniva gù bene. A Mustonate si era addirittura formata una enorme pozzanghera in cui le macchine rimanevano impantanate. E noi eravamo nel gabbiotto a ripararci e bere tè caldo. E ridevamo delle macchine che si impantanavano (di gusto).
Un anno fa avevo 23 anni. Ora ne ho quasi 25. Mi sembra che siano passati 2 anni in uno solo. Invece ne è passato uno. La mia qualifica professionale e culturale compie oggi ufficialmente un anno. Piiiiicola, lei!
Un anno fa, uscita da lì, sentivo addosso un senso di onnipotenza che non credo proverò mai più. L'immagine che mi viene in mente è quella di un'altalena che viene spinta e dondola, dondola, dondola finchè, per inerzia, si ferma. Ecco un anno fa, qualcuno ha dato una spinta alla mia altalena facendomi entrare in un dondolio non sempre piacevole di incertezza e salti nel vuoto, di "lasciati andare" di "vivilo finchè puoi". Ora l'altalena ha dondolato dondolato dondolato e io ho anche un pò di nausea, soffro pure il mal di mare, rimanere un anno a dondolare sull'altalena non è esattamente il mio ideale. Ripenso ad un anno fa, alle promesse che avevamo fatto su quel sagrato, a quali abbiamo mantenuto e quali no. Ai miei supereroi, alle persone che non conoscevo e ora conosco e si sono ingarbugliate nel groviglio che è la mia esistenza non sempre in eleganti fiocchi ma, più spesso, in nodi gordiani (V. apprezzerà la metafora) inestricabili, tipo quelli che si formano sulle cuffie dell'ipod quando le metto in bosa senza arrotolarle.
Penso alle esperienze che ho vissuto nella realtà a quelle che ho vissuto nella mia immaginazione, a quelle che ho immaginato in maniera talmente forte da essermi convinta che siano successe davvero. Penso ai salti nel vuoto che ho fatto e a quelli che non ho avuto il coraggio di fare. Ai luoghi di cui ora conosco i colori e gli odori mentre un anno fa non ne conoscevo nemmeno l'esistenza. Penso alle cose che ho imparato e che non credevo che avrei mai potuto imparare, alle ambizioni che ho e che non credevo di poter avere.
Ho sempre pensato che nella vita c'è un momento per formarsi e uno per contribuire. Noi, piccoli giovani praticanti nemmeno abilitati siamo un pò in una fase intermedia in cui contribuiamo formandoci e ci formiamo contribuendo. Ma questa è una cosa che un anno fa avevo messo in conto.
Ora però, sento il bisogno che il dondolio dell'altalena rallenti. Che si fermi per un pò. Che possa trovare una dimensione. Qualunque dimensione. Purchè sia una dimensione non dondolante. Basta dondolare. Credo che questo anno così intenso e così particolare lo terrò sempre in un cantuccio di me, dove custodirò la persona che sono stata finora e che, inevitabilmente costituirà la chiave di volta della mia personalità. Ma l'adolescenza è finita da un pezzo. Forse solo ora me ne accorgo. Non è che stia dicendo che sono vecchia o cose del genere, o che da domani bisogna diventare persone serie etc etc. No, sto parlando di qualcosa di più intimo, che forse nel breve periodo non influenza il quotidiano, ma a lungo andare si. Non saprei nemmeno definire bene il concetto che sto cercando di esprimere. Forse può essere utile un'altra immagine.
Mi sento un pò come Wendy che fa ritorno dall'Isola che non c'è. E capisce che non c'è. Ma sa di esserci stata, e questo l'ha cambiata per sempre.
giovedì 28 giugno 2012
L'Esercito delle Tenebre è in camera mia
Sono le 04.18 del mattino e vorrei esprimere tutto il mio sdegno.
Per prima cosa sappiate che l'Esercito delle Tenebre dei vampiri, pippistrelli e zanzare tigre ha stabilito il proprio quartier generale in camera mia. Ancora non ho scoperto dove, ma nn posso credere che tutto ciò che si sta dipanando sul mio corpo sia generato da un animale solo. 11, no lo ripeto 11, lo ridico ancora UNDICI punture sparse ovunque! Ho il mignolo destro grande come una zampogna e non riesco nemmeno a piegarlo, lo stesso per il quarto dito del piede sinistro, sull'insice della mano destra oltre al gonfiore c'è anche un bellissimo pallino grande come l'unghia. Poi una sul polpaccio sinistro, una sull'avambraccio, sul gomito e sul polso sinistri, rigonfiamenti irregolari, una sul polso e una vicino al gomito destri, gonfissime. Dulcis in fundo, in vero stile Twilight, c'è quella sul collo, a destra. No, cioè, ma questi prodotti dell'inferno non hanno qualcosa di meglio da fare che torturare me?! Che poi sono furbe!!! Si sono evolute! Non ti ronzano più nelle orecchie, che poi ti svegli, le cerchi e le spiaccichi!! No! Ora ti pungono e basta, così tu passi la notte a macerare nel prurito una volta qui e una volta lì, accendi la luce cerchi, non trovi, si nascondono nelle ombre, dietro i pelouches, nelle pieghe dei vestiti sulla sedia, sotto al letto... Ma pungessero l'Uomo Nero sotto al letto!! No, anche lui è scappato da qui, dal territorio dei mangiatori di sangue...Nemmeno Sqweegel vuol più stare in questa camera!
Che poi vorrei dire una cosa a quelli di Real Time:
Carissimi,
io vi adoro, lo sapete, siete la mia droga, forse è per questo che se le mefistofeliche creature vomitate dalle radici del Male mi assalgono accendo la tv e vi guardo, nella speranza di riusire almeno a chiudere gli occhi un paio d'ore.
Ecco, sappiate (questo valga come ricerca di marcketing generale) che se uno vi guarda alle 4.30 o è perchè sta tornando a casa, o è perchè sta andando a lavorare o è perchè soffre d'insonnia e vorrebbe dormire. Nel primo caso probabilmente il Tizio in questione sarà troppo ubriaco per non dormire e accende la tv solo per avere un sottofondo amico nella solitudine della notte. Nel secondo caso Tizio avrà bisogno di rimanere sveglio il tempo necessario per farsi un caffè e uscire di casa. Nel terzo caso il Tizio sono io e NON VOGLIO VEDERE PROGRAMMI SUGLI ESORCISMI E SUL DIAVOLO!!!
Grazie per l'attenzione, ora vado a continuare il mio safari alla ricerca dei generali dell'Esercito prima che il delirio si impadronisca definitivamente del mio cervello.
Per prima cosa sappiate che l'Esercito delle Tenebre dei vampiri, pippistrelli e zanzare tigre ha stabilito il proprio quartier generale in camera mia. Ancora non ho scoperto dove, ma nn posso credere che tutto ciò che si sta dipanando sul mio corpo sia generato da un animale solo. 11, no lo ripeto 11, lo ridico ancora UNDICI punture sparse ovunque! Ho il mignolo destro grande come una zampogna e non riesco nemmeno a piegarlo, lo stesso per il quarto dito del piede sinistro, sull'insice della mano destra oltre al gonfiore c'è anche un bellissimo pallino grande come l'unghia. Poi una sul polpaccio sinistro, una sull'avambraccio, sul gomito e sul polso sinistri, rigonfiamenti irregolari, una sul polso e una vicino al gomito destri, gonfissime. Dulcis in fundo, in vero stile Twilight, c'è quella sul collo, a destra. No, cioè, ma questi prodotti dell'inferno non hanno qualcosa di meglio da fare che torturare me?! Che poi sono furbe!!! Si sono evolute! Non ti ronzano più nelle orecchie, che poi ti svegli, le cerchi e le spiaccichi!! No! Ora ti pungono e basta, così tu passi la notte a macerare nel prurito una volta qui e una volta lì, accendi la luce cerchi, non trovi, si nascondono nelle ombre, dietro i pelouches, nelle pieghe dei vestiti sulla sedia, sotto al letto... Ma pungessero l'Uomo Nero sotto al letto!! No, anche lui è scappato da qui, dal territorio dei mangiatori di sangue...Nemmeno Sqweegel vuol più stare in questa camera!
Che poi vorrei dire una cosa a quelli di Real Time:
Carissimi,
io vi adoro, lo sapete, siete la mia droga, forse è per questo che se le mefistofeliche creature vomitate dalle radici del Male mi assalgono accendo la tv e vi guardo, nella speranza di riusire almeno a chiudere gli occhi un paio d'ore.
Ecco, sappiate (questo valga come ricerca di marcketing generale) che se uno vi guarda alle 4.30 o è perchè sta tornando a casa, o è perchè sta andando a lavorare o è perchè soffre d'insonnia e vorrebbe dormire. Nel primo caso probabilmente il Tizio in questione sarà troppo ubriaco per non dormire e accende la tv solo per avere un sottofondo amico nella solitudine della notte. Nel secondo caso Tizio avrà bisogno di rimanere sveglio il tempo necessario per farsi un caffè e uscire di casa. Nel terzo caso il Tizio sono io e NON VOGLIO VEDERE PROGRAMMI SUGLI ESORCISMI E SUL DIAVOLO!!!
Grazie per l'attenzione, ora vado a continuare il mio safari alla ricerca dei generali dell'Esercito prima che il delirio si impadronisca definitivamente del mio cervello.
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