Buongiorno popolo del web! Come butta? Lo so lo so vi sono mancata... E non fate quelle facce scettiche, almeno fatemi credere che la mia presenza nel cyberspazio sia non dico utile, ma almeno un pochino piacevole.
Latito ormai da molto, ma devo dire che non ho molte news da raccontarvi. Solite cose, si studia, si lavora, ci si arrabbia...Ormai credo di aver raggiunto un punto zen della mia esperienza, la rabbia mi attraversa, ristagna un pò e poi scola via lasciandomi nel mare della tranquillità (si, sulla Luna).
Anche perchè se dovessi arrabbiarmi veramente per ogni cosa, come dice F., a 30 anni mi verrà l'ulcera. E allora lascio scolare. Chè se devo star dietro a quello che mi combinano alla SSPL, a quello che combinano sui blog di regolarità, a quello che combinano in tribunale etc etc...poi non avrei più nemmeno il tempo di scrivere questo post insensato e no, non voglio rinunciare a voi, miei cari, non voglio privarvi di questi monologhi lamentosi e lagnosi, so che rallegrano le vostre giornate. E allora, per darvi uno spunto alternativo e altamente innovativo, vi consiglio caldamente la lettura di un romanzo appena uscito e già best seller: "A nudo per te".
Allora, non vorrei anticiparvi troppo perchè la storia è davvero curiosa e ti prende, cioè, ho come l'impressione di non aver mai letto nulla del genere, però mi piacerebbe darvi un'idea della trama, così per invogliarvi.
New York: lei è una giovane laureata con un passato misterioso alla sua prima esperienza lavorativa, lui un multimilionario giovane e bellissimo proprietario del palazzo in clui lei lavora e dal passato altrettanto misterioso. Beh i due, insospettabilmente, si trovano presi da una passione irrefrenabile che li spinge l'uno verso l'altra portandoli a travalicare i rispettivi limiti psicologici, prima attraverso incontri carnali, poi anche con l'innamoramento.
Non potete perdervelo, sul sito Mondadori è indicato come un libro UNICO.
No, no!! Oh lettore stolto che mi stai segnalando atraverso gesticolazioni estreme che questa storia l'hai già letta, che è qualcosa di comparabile alle sfumature di qualcosa, che si avvicina vagamente alla storia di Mr Grey. No, lettore, tu dici questo 1) perchè non capisci niente e 2) perchè non hai ancora visto la copertina di "A nudo per te": sui toni dell'oro con due gemelli in primo piano, sfondo leggermente sfocato (messaggio subliminale: prova a sostituire ai gemelli una cravatta). Avanguardia pura! Cioè non riesco assolutamente a trovare affinità con altri best seller! Uh dimenticavo un fondamentale elemento differenziale rispetto a qualunque altro romanzo: è una trilogia. Cavoli. che innovazione.
Ecco. Ma perchè? Cioè perchè? Gli Harmony c'erano già. E non hanno mai scalato le classifiche. Voglio dire, sono storie piacevoli, da ombrellone, da comodino, una cosa leggera senza pretese. Queste trilogie che balzano agli onori della cronaca da un giorno all'altro con la stessa solfa scritta dentro, non riesco a capire che attrattiva esercitino sul pubblico. Le sfumature di grigio le avevano già scritte, che bisogno c'era della brutta copia? E guardate che la mia non è una critica bigotta del romanzo erotico in quanto tale. E' una critica sulla banalità in generale! Mr Grey l'avevano già inventato, così come avevano già inventato Edward e Bella, non era necessaria tutta la sequela di romanzetti sempre più scadenti, un pò dark che, cavalcando l'onda, descrivevano amori impossibili tra umane e vampiri senza avere nemmeno la fantasia di invertire i generi. Se vogliamo dirla tutta, le regole del gioco le avevano già dettate Buffy e Angel, con una storia molto più accattivante, ma girando in libreria è tutto un fiorire di titoli improbabili su innamoramenti tra vampiri e lupi e umane sfigate ma incredibilmente affascinanti. Ho letto anche qualcosa come "Promessi vampiri". Vogliamo parlarne? E no, non finisce qui, c'è anche il filone di Tiffany/Chanel. Si avete capito bene, c'è in giro un fiorire di volumi con copertine ripiene di cappelli, gioielli e sfondi verdini. I titoli? Spaziano da "Un diamante da Tiffany", "Un amore da Tiffany", "Colazione da Chanel" etc etc...La storia? Lasciatemi indovinare: lui e lei si amano ma hanno dei problemi che lui pensa bene di risolvere con qualche carato. E magari con un mazzo di rose. E lei va in brodo di giuggiole e si sposano.
Ma veniamo al punto, se no potrei star qui tutto il giorno. Lungi da me pensare che tutti debbano uniformarsi ad uno standard di lettura culturalmente eccelso, che le uniche letture ammesse siano Platone e Hesse, io ritengo che leggere sia un piacere, un'evasione, qualcuno disse "finchè avrò un buon libro da leggere avrò sempre un posto in cui rifugiarmi" o qualcosa del genere, il mio libro di lettura delle elementari, l'"Aliante", rendeva bene l'idea che leggere fa volare. Se uno si sente bene rifugiandosi in un mondo di lupi e vampiri o di torbidi incontri sadomaso, padrone. Ma una storia, una volta raccontata, è esaurita! Come fa a diventare nuovamente un best seller la stessa storia riscritta da una persona diversa? Inevitabilmente, continuando a rileggere la stessa solfa, i racconti pubblicati dopo, non potranno che essere banali. E, capitemi, va da sè che il numero di storie narrabili al mondo sia limitato, ma un libro non è solo storia, è anche lettere, forma, spirito, personalità. Questo discorso nulla ha a che vedere con i "generi letterari", i romanzi gialli, le storie d'amore etc etc. Ci sono gialli che hanno tutti gli elementi della storia originale e colma di personalità pur raccontando di fatto sempre la storia di un tizio ucciso e del detective che trova l'assassino!
La scrittura è un parto artistico incompatibile con i ritmi di pubblicazione che si vedono in giro. Immagino che per scrivere un racconto di qualità, serva concentrazione e creatività. E la creatività mica va a comando! Un conto è ispirarsi al lavoro di chi è venuto prima, un conto è riscriverlo cambiando i nomi. Voglio dire: le 50 sfumature hanno fatto furore. Vuoi scrivere una roba simile? E invece di metterci lei sfigatina e lui milionario, prova a fare il contrario! Vuoi che non tiri la trilogia sul toy boy? Ti è piaciuto tanto Twilight e vuoi anche tu parlare di amori fantasy? Scomodiamo lo Yeti e gli elfi di Babbo Natale, invece dei soliti lupi e vampiri! Sarò rompiscatole ma 'ste cose mi sanno tanto di taroccata cinese da discount. Avete presente quelle lattine rosse con la striscia bianca, solo che invece di chiamarsi Coca Cola si chiamano Coca Lola? Ecco, una cosa così.
lunedì 3 dicembre 2012
martedì 6 novembre 2012
Post di una ragazza insonne
Non riesco a dormire. Avete presente quando vi rigirate a vuoto nel letto e poi fa caldo e poi fa freddo e poi ci sono le pieghette delle coperte che danno fastidio e poi il cuscino è scomodo e poi il pigiama è storto? Ecco. Non riesco a dormire e quindi scrivo.
Non so bene di cosa, credo che mi lascerò trasportare dagli occhi della notte, come Lilli e il Vagabondo.
È che davvero non so cosa scrivere, forse anche perché in questo momento mi sento un po' spenta, non saprei dire. E con "questo momento" non intendo mezzanotte-e-mezzo-con-la-sveglia-che-domani-suona-alle-sei...intendo proprio questo periodo di vita. Non riesco a capire se il torpore che sento nel cervello è dovuto ad un fisiologico calo adrenalinico, ad una sottostimolazione lavorativa, ad una sottovalutazione dei pericoli, ad un inconscio rifiuto di affrontare i miei fuochi sopiti sotto la cenere.
Non saprei, dicevo. È allora finisce che passò le serate nel letto a guardare Gordon Ramsay, e Buddy e a pensare che anche io vorrei saper fare delle torte così belle.
Si, sono pensieri inutili e si, questo post è il frutto di una mente malata, ma abbiate pazienza, sono reduce da una giornata abbastanza annichilente, e non riesco a dormire. Vi ho mai parlato di quanto sia brutto avere la nebbia nel cervello? Probabilmente si, ve ne ho parlato fino alla nausea. Non so neanche più che domande pormi. E, sinceramente, spero che si tratti di una fase ormonale, perché passare i prossimi mesi nella pace dei sensi non mi sembra una prospettiva auspicabile.
Però scrivendo non mi sta venendo sonno. Per nulla. Avete presente quella sensazione strana, quando mettere le mani sotto l'acqua bollente ed è talmente calda che la sentite fredda? O quando i suoni acuti sono talmente acuti che non si sentono? Ecco, penso che il problema potrebbe anche avere questa natura. Che la paura sia talmente forte che non la sento. Solo che c'è anche il fantastico effetto collaterale di non sentire più nulla. Paura di che? Di smentirmi inadeguata. Di non essere all'altezza del mio ruolo (infimo, ma perché sottovalutarlo?), di non ottenere nulla, di non lavorare abbastanza per ottenere qualcosa, che poi le mie sono tante belle parole ma io parlo parlo e di sostanza sotto c'è n'è ben poca. Tante dichiarazioni di intenti, le chiamerebbe V, ma senza reali propositi. Come quando si comincia una dieta. Parole parole parole. Il problema è: se sono conciata così ora... Che ne sarà di me a dicembre prossimo? Mi raccoglierete col cucchiaino, sperando, almeno in quella sede, di non dover correggere gli errori di battitura dell'ipad.
Che se per una volta la faccia della medaglia lavorativa, quella sentimentale, quella familiare e quella personale (quante facce ha 'sta medaglia?!) si mettessero d'accordo per raggiungere non dico una iridata colorazione aurea, ma almeno una, che ne so, di bronzo, o anche di legno, ma tutte uguali coordinate (non, come direbbe Carla, in pendant contrasto), invece di dividere la mia esistenza in diversi gradini del podio emozionale...beh non sarebbe male.
Ma voi poi non vi stufate? Io mi stufo di smentirmi ripetere sempre le stesse cose...è c'è una personcina ragionevole dentro di me, che si è infilata sotto le coperte e ora sta scalciando per aria sbuffando "che noia che barba che barba che noia".
Ma vi dico la verità, la mia speranza è che questo stream di riflessioni sterili ed inutili nonché estremamente poco costruttive fuoriesca da me e di trasfonda in questo blog, come una specie di transfer, come un virus che si deve passare a qualcuno per guarire. È quindi poi finisce che la rava e la fava ve la cuccate voi.
Tra l altro, qualche sera fa sono andata a vedere il nuovo film di Bertolucci, una delusione. Spero di riscattar i con "venuto al mondo".
lunedì 29 ottobre 2012
Arringa in difesa dei choosy
Vi ricordate "Fiumi di parole"? E' indubbiamente una delle canzoni più famose uscite dal Festival di S. Remo per aver segnato, con la vittoria della popolare manifestazione, la scomparsa totale dei Jalisse dalla scena musicale italiana. O meglio, alla fine, col fatto che la canzone era davvero bruttina e che loro avevano quel non so che di triste, quell'aura un pò kitch, da festa della Parrocchia, alla fine mi sa che ci si ricorda più di loro che di altri.
Comunque questo post non voleva essere una apologia dei Jalisse, bensì voleva dare a voi, cari lettori, una vaga idea di quello che si sta ammassando nel mio cervello in questo periodo. Fiumi di parole, appunto (lo so ho creato aspettative di un post interessante sui Jalisse e invece è un'altra manfrina sulle mie paturnie...).
Per esempio riflettevo l'altro giorno sulle parole della Ministra Fornero. Quella che ha detto che siamo Choosy. Lo so, qui le notizie viaggiano a ritmi impressionanti e quello che era nuovo ieri, oggi è già superato, ma io ho dei tempi di reazione da Sid il Bradipo.
Dunque dicevo che ho riflettuto su una cosa. Siamo il Paese più educato del mondo. E non sto parlando di Galateo, ma di educazione scolastica. Siamo quelli che studiano per il periodo più lungo al mondo. Usciamo dalle Università, che dovrebbero prepararci a svolgere un lavoro, ad un'età variabile tra i 23 e i 26 anni (quando siamo puntuali) e scopriamo che...siamo già vecchi per qualunque lavoro! Che nel mondo parallelo che ci ha affiancati fino alla maturità intellettuale, i nostri coetanei, non si sa come!!!, alla nostra età hanno già accumulato esperienza lavorativa, 2 lauree e un master negli Stati Uniti e che noi, che pensavamo addirittura di esserci laureati bene, nei tempi, diligentemente, finiamo inesorabilmente in fondo ad una pila di curricola tutti uguali che ci terrorizza a morte perchè piombiamo nel dimenticatoio delle persone che non si distinguono bene nemmeno dalla fototessera allegata.
E allora cosa facciamo? Incarniamo un clichè. Possiamo scegliere tra: precario-da-call-center, mantenuto-da-mamma-e-papà o, per i più fortunati, impiegato-frustrato-laureato-con-110-e-lode.
E giustamente una società di frustrati non può che andare male. E la povera criticata Fornero si chiede perchè siamo così choosy, perchè ci lamentiamo dei promettenti lavori nei call center che sprizzano carriera da tutti i pori? Cominciamo ad entrarenel mondo del lavoro, così possiamo guardarci intorno da dentro. Certo. Peccato che il c.d. "mondo del lavoro" non sia Fantasylandia, un posto pieno di alberelli dalla chioma rosa in cui uno comincia ad entrare e poi decidiamo de prendere il sentiero verso il meraviglioso mondo di Oz o verso il Paese dei Balocchi. Se io, laureato in economia, comincio ad entrare nel mondo del lavoro passando dalle casse dell'Esselunga per non fare il choosy, sarà molto ma molto difficile che, fra qualche anno e guardandomi intorno, io possa diventare presidente di una banca d'affari internazionale. Sarà difficile anche che io diventi presidente di Esselunga, figuriamoci!
Il punto non è che siamo choosy (uso la prima plurale anche se il discorso non mi riguarda direttamente, ma mi sento chiamata in causa da un invisibile legame generazionale), cara Ministra, è che forse non siamo abbastanza ambiziosi! In un mondo che sente il bisogno di organizzare la conferenza dal titolo "I giovani: un problema o una risorsa?" (non guardatemi con quelle facce, l'hanno fatto davvero), non sarebbe il caso di dare il consiglio opposto? Siate choosy! Siate selettivi, non accontentatevi mai, mai, mai! Se vi siete laureati in archeologia, prendete esempio dal mio amico R e non fermatevi finchè non avere trovato lo scheletro di un t-rex!
Ah! Oups! Scusate.....scusi, Ministra, ho realizzato solo ora una cosa...E' inutile essere ambiziosi se i posti a cui miriamo sono occupati da raccomandati e inetti, se anche per passare il test alla facoltà di medicina bisogna avere una spintarella, se "meritocrazia" è una parola vuota, dimenticata persino dall'Academia della Crusca che sul sito, alla voce "meritocrazia" scrive "page not found", se i concorsi a numero chiuso hanno un numero chiuso anche di vincitori, se vengono aperti interi dipartimenti universitari per trovare una poltrona al figlio di.., se.....lasciamo stare, sarebbe un discorso lungo, doloroso e che tanto i "senza vergogna" non capirebbero.
Morale: scusate, dimenticate tutto, la Fornero ha ragione: siate choosy.
Comunque questo post non voleva essere una apologia dei Jalisse, bensì voleva dare a voi, cari lettori, una vaga idea di quello che si sta ammassando nel mio cervello in questo periodo. Fiumi di parole, appunto (lo so ho creato aspettative di un post interessante sui Jalisse e invece è un'altra manfrina sulle mie paturnie...).
Per esempio riflettevo l'altro giorno sulle parole della Ministra Fornero. Quella che ha detto che siamo Choosy. Lo so, qui le notizie viaggiano a ritmi impressionanti e quello che era nuovo ieri, oggi è già superato, ma io ho dei tempi di reazione da Sid il Bradipo.
Dunque dicevo che ho riflettuto su una cosa. Siamo il Paese più educato del mondo. E non sto parlando di Galateo, ma di educazione scolastica. Siamo quelli che studiano per il periodo più lungo al mondo. Usciamo dalle Università, che dovrebbero prepararci a svolgere un lavoro, ad un'età variabile tra i 23 e i 26 anni (quando siamo puntuali) e scopriamo che...siamo già vecchi per qualunque lavoro! Che nel mondo parallelo che ci ha affiancati fino alla maturità intellettuale, i nostri coetanei, non si sa come!!!, alla nostra età hanno già accumulato esperienza lavorativa, 2 lauree e un master negli Stati Uniti e che noi, che pensavamo addirittura di esserci laureati bene, nei tempi, diligentemente, finiamo inesorabilmente in fondo ad una pila di curricola tutti uguali che ci terrorizza a morte perchè piombiamo nel dimenticatoio delle persone che non si distinguono bene nemmeno dalla fototessera allegata.
E allora cosa facciamo? Incarniamo un clichè. Possiamo scegliere tra: precario-da-call-center, mantenuto-da-mamma-e-papà o, per i più fortunati, impiegato-frustrato-laureato-con-110-e-lode.
E giustamente una società di frustrati non può che andare male. E la povera criticata Fornero si chiede perchè siamo così choosy, perchè ci lamentiamo dei promettenti lavori nei call center che sprizzano carriera da tutti i pori? Cominciamo ad entrarenel mondo del lavoro, così possiamo guardarci intorno da dentro. Certo. Peccato che il c.d. "mondo del lavoro" non sia Fantasylandia, un posto pieno di alberelli dalla chioma rosa in cui uno comincia ad entrare e poi decidiamo de prendere il sentiero verso il meraviglioso mondo di Oz o verso il Paese dei Balocchi. Se io, laureato in economia, comincio ad entrare nel mondo del lavoro passando dalle casse dell'Esselunga per non fare il choosy, sarà molto ma molto difficile che, fra qualche anno e guardandomi intorno, io possa diventare presidente di una banca d'affari internazionale. Sarà difficile anche che io diventi presidente di Esselunga, figuriamoci!
Il punto non è che siamo choosy (uso la prima plurale anche se il discorso non mi riguarda direttamente, ma mi sento chiamata in causa da un invisibile legame generazionale), cara Ministra, è che forse non siamo abbastanza ambiziosi! In un mondo che sente il bisogno di organizzare la conferenza dal titolo "I giovani: un problema o una risorsa?" (non guardatemi con quelle facce, l'hanno fatto davvero), non sarebbe il caso di dare il consiglio opposto? Siate choosy! Siate selettivi, non accontentatevi mai, mai, mai! Se vi siete laureati in archeologia, prendete esempio dal mio amico R e non fermatevi finchè non avere trovato lo scheletro di un t-rex!
Ah! Oups! Scusate.....scusi, Ministra, ho realizzato solo ora una cosa...E' inutile essere ambiziosi se i posti a cui miriamo sono occupati da raccomandati e inetti, se anche per passare il test alla facoltà di medicina bisogna avere una spintarella, se "meritocrazia" è una parola vuota, dimenticata persino dall'Academia della Crusca che sul sito, alla voce "meritocrazia" scrive "page not found", se i concorsi a numero chiuso hanno un numero chiuso anche di vincitori, se vengono aperti interi dipartimenti universitari per trovare una poltrona al figlio di.., se.....lasciamo stare, sarebbe un discorso lungo, doloroso e che tanto i "senza vergogna" non capirebbero.
Morale: scusate, dimenticate tutto, la Fornero ha ragione: siate choosy.
venerdì 12 ottobre 2012
I giornalisti hanno paura degli zombie
Oggi ho letto un trafiletto della Provincia di Varese (ci tengo a specificare che ho smesso di leggere qualunque giornale e di guardare qualunque telegiornale) che ha confermato la mia teoria secondo la quale o i giornalisti non hanno davvero niente da scrivere o, se ci credono davvero, beh, faccio bene a non leggere i giornali.
Maestra nei guai perchè ha fatto vedere a dei bambini di quinta elementare il video di Thriller.
Pare che i bambini siano rimasti turbati e che ora i genitori, per dirlo in giornalese, "vogliano vederci chiaro".
Ora, a prescindere dai motivi che hanno spinto la maestra a far vedere il video ai bambini, che probabilmente sono gli stessi che hanno spinto il nostro professore del liceo (e ribadisco, del liceo) a farci vedere Shrek, ma dico io, i genitori non si fanno due domandine sui loro metodi educativi?
L'articolo spiegava, molto forbitamente (e la cosa è anche molto interessante, se vogliamo analizzarla bene) che gli horror esercitano sui bambini una forte attrazione perchè sono la proiezione delle loro paure. Il giornalista rifletteva su come molte fiabe abbiano scene o tematiche "horror". La differenza fra la scena "horror" di una fiaba raccontata o rappresentata, per esempio, con i burattini, e la scena al cinema è che il cinema richiede un realismo molto più marcato e che tale realismo potrebbe causare turbamento nei bambini. In particolare, ancora, il video di Thriller sarebbe ispirato (e forse anche diretto dallo stesso regista, se ho capito bene) al film "Un lupo mannaro americano a Londra" descritto come uno dei film più spaventosi della storia, non certo rivolto ad un pubblico di bambini. Da qui di deduceva la totale inadeguatezza del video per la visione di bambini così piccoli.
Ecco. Qui mi è partito l'embolo. Ho pensato come quel comico di Colorado "ma cosa stai dicendo...esimia testa....."?!?!
A parte il fatto che le mie maestre delle elementari mi hanno fatto vedere a 8 anni Indipendence Day, un film in cui gli alieni attaccano la Terra e staccano la testa alle persone e io non ne sono rimasta turbata, anzi, mi ero pure divertita. A parte il fatto che quando ero piccola trasmettevano cose come i Power Rangers (che combattevano contro i mostri), Jurassik Park (che ho visto al cinema con mio padre, vogliamo arrestarlo per tubativa di minore?), Fantaghirò (avete mai guardato le scene in cui Tarabas e sua madre rapivano i bambini? Le avete viste ad un'età in cui ancora non eravate distratti dal fatto che Tarabas fosse un gran figo?), Biancaneve della Disney (dite quello che volete ma quella vecchietta è davvero terrificante), e chi più ne ha più ne metta.
Ora, non voglio dire che un bambino di otto anni debba o possa guardare Shining, Profondo rosso e It tutti la stessa sera, ma dire che il video di Thriller possa turbare i bambini mi sembra quanto mai una cavolata! Dai, ci sono gli Zombie che ballano! L'esimio pedagogo diceva che la differenza la fa l'indirizzo, mi spiego: cartoon Disney si, perchè sono fatti per i bambini, Thriller no, perchè è fatto per gli adulti. Ma dico io, a parte il fatto che conosco bambini che sono talmente alienati dalla realtà dai propri genitori che si spaventano a morte quando vedono Lucifero di Cenerentola, per non parlare dei vari Bambi, streghe cattive, Malefiche varie etc etc (e lì si, me lo ricordo, la scena in cui Malefica si trasforma in una luce verde e attira Aurora nella trappola è una delle più terrificanti che abbia mai visto e mi mette ansia ancora oggi), ma vogliamo allora dire che i contenuti normali della tv siano adatti ai bambini? A formare una generazione di bambini normali? Si passa da un eccesso all'altro: o i Teletubbies che sembrano rivolgersi ad un gruppo di cerebrolesi o i vari anime che dall'alba dei tempi sono unanimemente considerati "per bambini" a dimostrazione che chi gestisce queste cose non capisce una cippa, ma tant'è. E se un bambino vedesse un tg per sbaglio, perchè in quel momento sta cenando con la sua famiglia? Beh, ieri sera avrebbe visto il video di un coetaneo trascinato sul marciapiedi dalla polizia. Bello! E soprattutto educativo!
Ma magari questo egregio signore ritiene che i bambini non debbano guardare la tv, come anche i genitori modermi che stanno rendendo i bambini degli alienati sociali. Perchè il tg non è per bambini, e nemmeno i programmi del preserale immagino, vogliamo parlare di "Avanti un altro"? Quello in cui una gnocca bionda che ride come un topino accarezza la schiena del concorrente? Quello in cui sempre il candidato di turno tocca la chiappa di Bonolis come portafortuna (ma anche tu, Paolo, non ti senti un po' svilito?)? Non dovrebbero guardare neanche quello o quello va bene?
Sentite, la verità è che ormai quello che passa la tv è sostanzialmente spazzatura, non si salva quasi nulla e dobbiamo prenderne atto. E' anche vero, però, che i bambini sono e devono essere figli del loro tempo e crescere con i giusti anticorpi. Non si può alienarli dal proprio contesto facendo loro vedere solo ciò che non fa paura, ciò che è rosa come una caramella e sorride beato come un Teletubbies scemo. I bambini non sono deficienti, devono formarsi, e come fanno a formarsi se non rimangono immersi nel contesto socio culturale in cui vivono? Sapete che c'è? Credo che i genitori e questi dottoroni che propinano ogni anno una nuova tecnica educativa (che spuntano come le diete..) non abbiano voglia di riparare i danni che potrebbe provocare il contatto dei bambini con il brutto che ci circonda. E, badate, non sto dicendo che dovremmo tenere delle lezioni di politica o di diritto penale nelle scuole elementari sensibilizzando i bambini ai problemi della corruzione e della mafia, ma semplicemente che dovremmo lasciare che elaborino le loro paure, che le elaborino presto per non doverle subire dopo! Perchè non vogliamo che il nostro futuro sia pieno di persone che a 30 anni hanno potuto cogliere gli insegnamenti di Rafiki perchè i genitori hanno voluto risparmiare loro di vedere la morte di Mufasa! E non so se mi spiego.
Per concludere...Il punto non è COSA far vedere ai bambini. Il punto è COME. Affiancati dai genitori, dalle maestre, dai fratelli maggiori, nemmeno gli zombie fanno paura. Certo, bisogna averne voglia.
Maestra nei guai perchè ha fatto vedere a dei bambini di quinta elementare il video di Thriller.
Pare che i bambini siano rimasti turbati e che ora i genitori, per dirlo in giornalese, "vogliano vederci chiaro".
Ora, a prescindere dai motivi che hanno spinto la maestra a far vedere il video ai bambini, che probabilmente sono gli stessi che hanno spinto il nostro professore del liceo (e ribadisco, del liceo) a farci vedere Shrek, ma dico io, i genitori non si fanno due domandine sui loro metodi educativi?
L'articolo spiegava, molto forbitamente (e la cosa è anche molto interessante, se vogliamo analizzarla bene) che gli horror esercitano sui bambini una forte attrazione perchè sono la proiezione delle loro paure. Il giornalista rifletteva su come molte fiabe abbiano scene o tematiche "horror". La differenza fra la scena "horror" di una fiaba raccontata o rappresentata, per esempio, con i burattini, e la scena al cinema è che il cinema richiede un realismo molto più marcato e che tale realismo potrebbe causare turbamento nei bambini. In particolare, ancora, il video di Thriller sarebbe ispirato (e forse anche diretto dallo stesso regista, se ho capito bene) al film "Un lupo mannaro americano a Londra" descritto come uno dei film più spaventosi della storia, non certo rivolto ad un pubblico di bambini. Da qui di deduceva la totale inadeguatezza del video per la visione di bambini così piccoli.
Ecco. Qui mi è partito l'embolo. Ho pensato come quel comico di Colorado "ma cosa stai dicendo...esimia testa....."?!?!
A parte il fatto che le mie maestre delle elementari mi hanno fatto vedere a 8 anni Indipendence Day, un film in cui gli alieni attaccano la Terra e staccano la testa alle persone e io non ne sono rimasta turbata, anzi, mi ero pure divertita. A parte il fatto che quando ero piccola trasmettevano cose come i Power Rangers (che combattevano contro i mostri), Jurassik Park (che ho visto al cinema con mio padre, vogliamo arrestarlo per tubativa di minore?), Fantaghirò (avete mai guardato le scene in cui Tarabas e sua madre rapivano i bambini? Le avete viste ad un'età in cui ancora non eravate distratti dal fatto che Tarabas fosse un gran figo?), Biancaneve della Disney (dite quello che volete ma quella vecchietta è davvero terrificante), e chi più ne ha più ne metta.
Ora, non voglio dire che un bambino di otto anni debba o possa guardare Shining, Profondo rosso e It tutti la stessa sera, ma dire che il video di Thriller possa turbare i bambini mi sembra quanto mai una cavolata! Dai, ci sono gli Zombie che ballano! L'esimio pedagogo diceva che la differenza la fa l'indirizzo, mi spiego: cartoon Disney si, perchè sono fatti per i bambini, Thriller no, perchè è fatto per gli adulti. Ma dico io, a parte il fatto che conosco bambini che sono talmente alienati dalla realtà dai propri genitori che si spaventano a morte quando vedono Lucifero di Cenerentola, per non parlare dei vari Bambi, streghe cattive, Malefiche varie etc etc (e lì si, me lo ricordo, la scena in cui Malefica si trasforma in una luce verde e attira Aurora nella trappola è una delle più terrificanti che abbia mai visto e mi mette ansia ancora oggi), ma vogliamo allora dire che i contenuti normali della tv siano adatti ai bambini? A formare una generazione di bambini normali? Si passa da un eccesso all'altro: o i Teletubbies che sembrano rivolgersi ad un gruppo di cerebrolesi o i vari anime che dall'alba dei tempi sono unanimemente considerati "per bambini" a dimostrazione che chi gestisce queste cose non capisce una cippa, ma tant'è. E se un bambino vedesse un tg per sbaglio, perchè in quel momento sta cenando con la sua famiglia? Beh, ieri sera avrebbe visto il video di un coetaneo trascinato sul marciapiedi dalla polizia. Bello! E soprattutto educativo!
Ma magari questo egregio signore ritiene che i bambini non debbano guardare la tv, come anche i genitori modermi che stanno rendendo i bambini degli alienati sociali. Perchè il tg non è per bambini, e nemmeno i programmi del preserale immagino, vogliamo parlare di "Avanti un altro"? Quello in cui una gnocca bionda che ride come un topino accarezza la schiena del concorrente? Quello in cui sempre il candidato di turno tocca la chiappa di Bonolis come portafortuna (ma anche tu, Paolo, non ti senti un po' svilito?)? Non dovrebbero guardare neanche quello o quello va bene?
Sentite, la verità è che ormai quello che passa la tv è sostanzialmente spazzatura, non si salva quasi nulla e dobbiamo prenderne atto. E' anche vero, però, che i bambini sono e devono essere figli del loro tempo e crescere con i giusti anticorpi. Non si può alienarli dal proprio contesto facendo loro vedere solo ciò che non fa paura, ciò che è rosa come una caramella e sorride beato come un Teletubbies scemo. I bambini non sono deficienti, devono formarsi, e come fanno a formarsi se non rimangono immersi nel contesto socio culturale in cui vivono? Sapete che c'è? Credo che i genitori e questi dottoroni che propinano ogni anno una nuova tecnica educativa (che spuntano come le diete..) non abbiano voglia di riparare i danni che potrebbe provocare il contatto dei bambini con il brutto che ci circonda. E, badate, non sto dicendo che dovremmo tenere delle lezioni di politica o di diritto penale nelle scuole elementari sensibilizzando i bambini ai problemi della corruzione e della mafia, ma semplicemente che dovremmo lasciare che elaborino le loro paure, che le elaborino presto per non doverle subire dopo! Perchè non vogliamo che il nostro futuro sia pieno di persone che a 30 anni hanno potuto cogliere gli insegnamenti di Rafiki perchè i genitori hanno voluto risparmiare loro di vedere la morte di Mufasa! E non so se mi spiego.
Per concludere...Il punto non è COSA far vedere ai bambini. Il punto è COME. Affiancati dai genitori, dalle maestre, dai fratelli maggiori, nemmeno gli zombie fanno paura. Certo, bisogna averne voglia.
martedì 2 ottobre 2012
Provocazioni "di cacca"
Ok, ok. Ora smetto di ridere. Ok, ora. No, ora. Intendevo ora.
Va bene, dai non riesco a smettere di ridere. E' che ho appena letto una notizia esilarante su diretta news.
Tra un bombardamento in Siria e una castronata del Trota, spunta questo fantastico trafiletto, con tanto di foto moooolto esplicative. Titolo? "Il party "di cacca" della consigliera regionale del Lazio". La consigliera in questione è la Cappellaro, che ha organizzato una meravigliosa festa a tema. E che tema! Ben due water ad accogliere gli ospiti all'ingresso, con ruggine e refluvi, tutto molto realistico. A completare il quadretto c'è anche il Village People travestito da cassaintegrato Fiat. E il parterre, stando alla lettera dell'articolo, era composto da grandi personalità dello spettacolo, della politica e della nobiltà romana. Probabilmente gli invitati sono stati scelti tra i partecipanti presenti e passati (e scartati) all'Isola dei Famosi.
Ma la cosa che più lascia sconvolti è la provocazione. Si perchè questi sono capaci di venirmi a dire che si tratta di una provocazione! Sono io che non la capisco, che ho poco senso dell'umorismo! Poca ironia, Franci!
Ora. Ammesso e non concesso che si tratti di una provocazione e non di un mero sfoggio del peggiore cattivo gusto mai visto...Ma provocazione contro cosa, di preciso? E' forse la nobiltà di Roma che deve lanciare provocazioni? Vi pare normale? Soltanto che rimane in silenzio in piazza a Milano circondato da decine di persone, quella è una provocazione. I lavoratori dell'ILVA che si buttano in mare, quella è una provocazione. Le canzoni di De Andrè, quelle sono provocazioni. I dipendenti Vagonlit che passano giorni e giorni in cima ad un palo, quella è una provocazione. Free Hugs è una provocazione. In realtà sarebbe una provocazione anche la fila sempre più lunga di persone che alle sette e mezzo la sera aspetta il pasto offerto dalle suore in via Luini, ma quella chi la vede? E non datemi dell'ipocrita, io sono molto fortunata, ho tutto quello di cui ho bisogno e anche di più, non mi manca niente. E infatti se organizzo una festa con i miei amici ho la creanza di organizzarla per divertirmi e non per lanciare una provocazione. La provocazione è credibile se hai una, per dirlo in giuridichese, legittimazione attiva. Ma vedere un politico che organizza il "party di cacca" per sollevare una reazione contro questa politica "di cacca", beh ha del paradossale, no? Mai sentita la locuzione low profile? No, eh? E' che ormai il tg non lo guardo nemmeno più. Posso farmelo da sola il tg, siamo talmente assuefatti agli scandali che non fanno più scandalo. E' così difficile lanciare una provocazione vera...siamo in overdose da scandali, da notizie, da "sensazione", da onniscienza giornalistica.
L'altro giorno passavo davanti al Tribunale, e c'era un tizio incatenato alla ringhiera. Lo guardo, lui mi guarda. Aveva un cartello di protesta perchè non poteva vedere i suoi figli. Nella piazza la schiera di avvocati del venerdì mattina, praticanti, clienti, la navetta della polizia penitenziaria, Tizio, Caio e Sempronio... E questo da solo, incatenato, che mi guarda. Entro e dico alla guardia giurata: "C'è fuori un signore incatenato al tribunale, ve n'eravate accorti?". Lui trasecola e corre fuori a vedere. Nel giro di trenta secondi 4 carabinieri, 2 poliziotti, la RAI, Varese News e la Provincia hanno circondato con telecamere e taccuini il povero padre divorziato, figlio della crisi e tra un "che vergogna" e un "piove, governo ladro" hanno riempito le pagine del giornale dell'indomani. Ci è voluta la praticante che fotografa i cuori per terra per accorgersi che si, anche quella era una provocazione.
Va bene, dai non riesco a smettere di ridere. E' che ho appena letto una notizia esilarante su diretta news.
Tra un bombardamento in Siria e una castronata del Trota, spunta questo fantastico trafiletto, con tanto di foto moooolto esplicative. Titolo? "Il party "di cacca" della consigliera regionale del Lazio". La consigliera in questione è la Cappellaro, che ha organizzato una meravigliosa festa a tema. E che tema! Ben due water ad accogliere gli ospiti all'ingresso, con ruggine e refluvi, tutto molto realistico. A completare il quadretto c'è anche il Village People travestito da cassaintegrato Fiat. E il parterre, stando alla lettera dell'articolo, era composto da grandi personalità dello spettacolo, della politica e della nobiltà romana. Probabilmente gli invitati sono stati scelti tra i partecipanti presenti e passati (e scartati) all'Isola dei Famosi.
Ma la cosa che più lascia sconvolti è la provocazione. Si perchè questi sono capaci di venirmi a dire che si tratta di una provocazione! Sono io che non la capisco, che ho poco senso dell'umorismo! Poca ironia, Franci!
Ora. Ammesso e non concesso che si tratti di una provocazione e non di un mero sfoggio del peggiore cattivo gusto mai visto...Ma provocazione contro cosa, di preciso? E' forse la nobiltà di Roma che deve lanciare provocazioni? Vi pare normale? Soltanto che rimane in silenzio in piazza a Milano circondato da decine di persone, quella è una provocazione. I lavoratori dell'ILVA che si buttano in mare, quella è una provocazione. Le canzoni di De Andrè, quelle sono provocazioni. I dipendenti Vagonlit che passano giorni e giorni in cima ad un palo, quella è una provocazione. Free Hugs è una provocazione. In realtà sarebbe una provocazione anche la fila sempre più lunga di persone che alle sette e mezzo la sera aspetta il pasto offerto dalle suore in via Luini, ma quella chi la vede? E non datemi dell'ipocrita, io sono molto fortunata, ho tutto quello di cui ho bisogno e anche di più, non mi manca niente. E infatti se organizzo una festa con i miei amici ho la creanza di organizzarla per divertirmi e non per lanciare una provocazione. La provocazione è credibile se hai una, per dirlo in giuridichese, legittimazione attiva. Ma vedere un politico che organizza il "party di cacca" per sollevare una reazione contro questa politica "di cacca", beh ha del paradossale, no? Mai sentita la locuzione low profile? No, eh? E' che ormai il tg non lo guardo nemmeno più. Posso farmelo da sola il tg, siamo talmente assuefatti agli scandali che non fanno più scandalo. E' così difficile lanciare una provocazione vera...siamo in overdose da scandali, da notizie, da "sensazione", da onniscienza giornalistica.
L'altro giorno passavo davanti al Tribunale, e c'era un tizio incatenato alla ringhiera. Lo guardo, lui mi guarda. Aveva un cartello di protesta perchè non poteva vedere i suoi figli. Nella piazza la schiera di avvocati del venerdì mattina, praticanti, clienti, la navetta della polizia penitenziaria, Tizio, Caio e Sempronio... E questo da solo, incatenato, che mi guarda. Entro e dico alla guardia giurata: "C'è fuori un signore incatenato al tribunale, ve n'eravate accorti?". Lui trasecola e corre fuori a vedere. Nel giro di trenta secondi 4 carabinieri, 2 poliziotti, la RAI, Varese News e la Provincia hanno circondato con telecamere e taccuini il povero padre divorziato, figlio della crisi e tra un "che vergogna" e un "piove, governo ladro" hanno riempito le pagine del giornale dell'indomani. Ci è voluta la praticante che fotografa i cuori per terra per accorgersi che si, anche quella era una provocazione.
domenica 16 settembre 2012
Sprangate sul cofano
Ok. Questo blog ha anche una funzione terapeutica, giusto? Bene, allora ciao, sono Franci - Ciao Franci - e ho un problema nella gestione della rabbia.
O meglio. Ho un problema con le persone intrinsecamente ed ingiustificatamente cafone che mi fanno scattare istinti omicidi insopprimibili.
La fattispecie: me ne vado belbella sulla strada del lago, sto tornando a casa, il traffico è rallentato dagli Europei di canottaggio ma tant'è. All'altezza del curvone che sale a Bobbiate il Signor Lancia Delta nera targata EA qualcosa, con degli evidenti problemi di ego mi supera da sinistra strningendomi contro il muro. Io suono e lui mi fa il dito. Reazione nel mio cervello: ora scendo e gli prendo a sprangate il cofano. Ma a sprangate sul serio. Con forza e violenza. Poi ho analizzato i profili penali della cosa e mi sono data una controllata. Ho reagito come ho potuto senza infrangere le regole del codice (non specifico quale...): mi sono attaccata come una cozza al sedere della Delta, pensando "adesso vai. Dai vai!". E non poteva andare da nessuna parte perchè il traffico era troppo serrato. Ogni tanto Mr educazione civica 2012 mi faceva dei gesti eloquenti su quanto fossi fuori di testa. L'ho mollato solo per entrare in casa.
Ora. Gentile Sig. Io-sono-più-figo-di-te, dove dovevi andare? DOVE, quale meta imprescindibile avrebbe giustificato la mia morte?! Bravo, Mr. Pericolo Pubblico, bravo. No davvero, bravo. Anche quando hai zigzagato tra il pulmino della Fondazione Piatti e le altre macchine costringendolo ad accostare...bravo. Hai guadagnato ben due metri su di me, arrivando per primo al semaforo rosso di via Metastasio. Son soddisfazioni. Hai vinto.
Ok. Ora mi sono calmata. Grazie.
O meglio. Ho un problema con le persone intrinsecamente ed ingiustificatamente cafone che mi fanno scattare istinti omicidi insopprimibili.
La fattispecie: me ne vado belbella sulla strada del lago, sto tornando a casa, il traffico è rallentato dagli Europei di canottaggio ma tant'è. All'altezza del curvone che sale a Bobbiate il Signor Lancia Delta nera targata EA qualcosa, con degli evidenti problemi di ego mi supera da sinistra strningendomi contro il muro. Io suono e lui mi fa il dito. Reazione nel mio cervello: ora scendo e gli prendo a sprangate il cofano. Ma a sprangate sul serio. Con forza e violenza. Poi ho analizzato i profili penali della cosa e mi sono data una controllata. Ho reagito come ho potuto senza infrangere le regole del codice (non specifico quale...): mi sono attaccata come una cozza al sedere della Delta, pensando "adesso vai. Dai vai!". E non poteva andare da nessuna parte perchè il traffico era troppo serrato. Ogni tanto Mr educazione civica 2012 mi faceva dei gesti eloquenti su quanto fossi fuori di testa. L'ho mollato solo per entrare in casa.
Ora. Gentile Sig. Io-sono-più-figo-di-te, dove dovevi andare? DOVE, quale meta imprescindibile avrebbe giustificato la mia morte?! Bravo, Mr. Pericolo Pubblico, bravo. No davvero, bravo. Anche quando hai zigzagato tra il pulmino della Fondazione Piatti e le altre macchine costringendolo ad accostare...bravo. Hai guadagnato ben due metri su di me, arrivando per primo al semaforo rosso di via Metastasio. Son soddisfazioni. Hai vinto.
Ok. Ora mi sono calmata. Grazie.
giovedì 6 settembre 2012
Grazie
Una volta una persona saggia mi disse: "Attenta, Franci, ai desideri che esprimi, perchè potrebbero avverarsi".
Detto così sembra una frase scontata. In realtà, riflettendoci, ne ho fatto discendere due corollari di sicurezza: 1) mai desiderare il male degli altri. 2) Desiderare un sacco di borse!
Scherzi a parte, credo che sia vero che i desideri si avverano. Magari non come nelle favole, o forse proprio come nelle favole. Non c'è il genio nella lampada da strofinare, non c'è la stella cadente a cui aprire il proprio cuore, niente animali parlanti o scrigni magici ma....ma la magia che fa realizzare i desideri, quella c'è: è nell'aria, nell'autunno, nella neve, nelle parole, nei fatti, più probabilmente nelle persone. Le persone sono magiche a volte. Le persone sono magiche sempre, ma non tutti e non sempre riescono a vedere le scintille.
Scintille scintille scintille, l'altra sera le ho viste, ne ho viste tantissime.
Grazie, grazie veramente. Non avete idea di quanto mi sia sentita amata lunedì sera. Credo che la parola giusta sia questa.
Grazie a chi c'era, a chi non c'era ma avrebbe voluto esserci, a chi non c'era ma avrebbe dovuto esserci, a chi c'era ma non avevo idea di chi fosse, a chi ha ballato (con me o con Beyonce, a seconda), a chi ha sorriso, a chi ha bevuto (5 spriz o 6 o 10 o uno solo), a chi ha cucinato (torte dietetiche o Germani cavalcati da unicorni), a chi ha organizzato (la più bella festa del mondo), a chi ha prestato (il proprio cappello o il proprio bar, dipende), a chi mi ha fatta rimanere, in generale, senza parole.
Tuttora a distanza di due giorni non so ancora esprimere bene quanto questa cosa mi abbia emozionata. E l'emozione più grande, credo sia stata vedervi tutti lì, vedere che tutti i miei amici interagivano tra loro, anche se molti non si conoscevano. Bene o male tutti avevano sentito parlare gli uni degli altri e avere una visione di insieme delle persone che hanno voluto partecipare mi ha riempita di gioia. Grazie per avermi stordita d'affetto.
Detto così sembra una frase scontata. In realtà, riflettendoci, ne ho fatto discendere due corollari di sicurezza: 1) mai desiderare il male degli altri. 2) Desiderare un sacco di borse!
Scherzi a parte, credo che sia vero che i desideri si avverano. Magari non come nelle favole, o forse proprio come nelle favole. Non c'è il genio nella lampada da strofinare, non c'è la stella cadente a cui aprire il proprio cuore, niente animali parlanti o scrigni magici ma....ma la magia che fa realizzare i desideri, quella c'è: è nell'aria, nell'autunno, nella neve, nelle parole, nei fatti, più probabilmente nelle persone. Le persone sono magiche a volte. Le persone sono magiche sempre, ma non tutti e non sempre riescono a vedere le scintille.
Scintille scintille scintille, l'altra sera le ho viste, ne ho viste tantissime.
Grazie, grazie veramente. Non avete idea di quanto mi sia sentita amata lunedì sera. Credo che la parola giusta sia questa.
Grazie a chi c'era, a chi non c'era ma avrebbe voluto esserci, a chi non c'era ma avrebbe dovuto esserci, a chi c'era ma non avevo idea di chi fosse, a chi ha ballato (con me o con Beyonce, a seconda), a chi ha sorriso, a chi ha bevuto (5 spriz o 6 o 10 o uno solo), a chi ha cucinato (torte dietetiche o Germani cavalcati da unicorni), a chi ha organizzato (la più bella festa del mondo), a chi ha prestato (il proprio cappello o il proprio bar, dipende), a chi mi ha fatta rimanere, in generale, senza parole.
Tuttora a distanza di due giorni non so ancora esprimere bene quanto questa cosa mi abbia emozionata. E l'emozione più grande, credo sia stata vedervi tutti lì, vedere che tutti i miei amici interagivano tra loro, anche se molti non si conoscevano. Bene o male tutti avevano sentito parlare gli uni degli altri e avere una visione di insieme delle persone che hanno voluto partecipare mi ha riempita di gioia. Grazie per avermi stordita d'affetto.
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